Intervista a Thomas Ducato, Senior Content e Project Manager di Edulia
L’APPROCCIO IBRIDO DI EDULIA.
DALLA SCUOLA AI PODCAST, DAI CONTENUTI MODULARI AI BRANDED CONTENT.
In un contesto in cui la formazione è chiamata a reinventarsi per parlare alle nuove generazioni, Edulia si distingue come un progetto che unisce innovazione tecnologica e comunicazione culturale.
Azienda del gruppo dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani, Edulia è una startup EdTech che sperimenta linguaggi, format e piattaforme per trasformare il modo in cui si apprende e si racconta il sapere. Dalla formazione scolastica a quella professionale, dai contenuti video e podcast fino alla personalizzazione dei percorsi digitali, Edulia si muove con agilità tra ambiti diversi, mantenendo una forte coerenza comunicativa e una visione centrata sulla fruibilità e sull’impatto sociale dell’innovazione.
Edulia oggi rappresenta un punto di riferimento per chi crede che l’educazione vada progettata con cura, raccontata con intelligenza e condivisa con visione.
Ne parliamo con Thomas Ducato, Senior Content e Project Manager di Edulia, per esplorare il ruolo della comunicazione nel disegnare scenari educativi innovativi e inclusivi.
Edulia nasce per innovare il modo in cui apprendiamo e comunichiamo conoscenza. Qual è la vostra visione dell’innovazione educativa, e come si riflette nelle vostre scelte di comunicazione?
In questo periodo di grandi trasformazioni cambiano anche i bisogni di apprendimento delle persone: vale sia per studentesse e studenti che frequentano la scuola sia per chi lavora e vuole aggiornare le proprie conoscenze e competenze.
Non è solo una questione di temi (tra i percorsi formativi di Edulia, per esempio, ce ne sono diversi dedicati all’Intelligenza artificiale, ndr) ma anche e soprattutto di metodo e approccio.
Per Edulia, innovare l’educazione significa andare oltre il concetto tradizionale di trasmissione del sapere, per costruire esperienze di apprendimento coinvolgenti, accessibili e in sintonia con le esigenze della società contemporanea.
L’innovazione, per noi, non è solo tecnologica: è culturale, metodologica e comunicativa. Per riuscire a trasmettere questa visione al proprio pubblico è necessaria una comunicazione coerente, efficace, in grado di toccare le giuste corde.
La nostra comunicazione nasce con l’obiettivo di rendere la conoscenza viva, rilevante e vicina, senza semplificazioni banali ma con strumenti e codici che parlino il linguaggio del presente: format brevi, storytelling visivo, contenuti social-native e accessibili a diversi livelli di lettura in un dialogo continuo tra contenuto e contesto, tra autorevolezza e leggerezza, tra rigore e creatività.
Edulia Masterclass ed Edulia Treccani Scuola si rivolgono a pubblici differenti – dai docenti ai professionisti, dagli studenti ai curiosi. Quali strategie adottate per costruire una comunicazione realmente efficace e inclusiva?
Le scelte e le strategie di comunicazioni sono differenti anche se cerchiamo di mantenere una precisa identità: definirei la nostra come una strategia di comunicazione segmentata ma coerente, che si fonda su tre principi chiave: ascolto, accessibilità e autorevolezza.
L’ascolto è il punto di partenza: attraverso analisi dei dati, feedback diretti e dialogo costante con la nostra community, cerchiamo di comprendere i bisogni e gli interessi specifici di ciascun target. Questo vale soprattutto per il mondo della scuola e dei docenti (sono oltre 30mila quelli iscritti alla community di Edulia ndr), con i quali è fondamentale riuscire a instaurare un rapporto di fiducia.
L’accessibilità, per noi, non è solo una questione tecnica, ma culturale: ci impegniamo a utilizzare un linguaggio chiaro, inclusivo e rispettoso delle differenze, valorizzando allo stesso tempo la profondità dei contenuti, perché la complessità può essere resa comprensibile senza essere banalizzata.
Per alcune campagne social stiamo usando in modo diretto il volto e le parole di membri del team per comunicare non solo i prodotti e i progetti ma anche la visione e i valori che ci sono dietro.
Infine, l’autorevolezza: ogni contenuto, indipendentemente dallo stile e dai linguaggi usati, è costruito con attenzione e cura nel rispetto della tradizione Treccani.
Lavoriamo affinché ogni persona possa riconoscersi in ciò che proponiamo, trovare risposte alle proprie esigenze formative e sentirsi parte di una comunità che condivide il valore della conoscenza.
La vostra comunicazione è visivamente d’impatto, agile e coerente con le logiche dei social. Quali sono i principi guida del vostro approccio creativo? E che ruolo hanno i dati e l’analisi dei comportamenti digitali?
Quando Edulia è nata, è stata sviluppata da subito un’identità grafica precisa con la volontà di essere riconoscibile pur mantenendo una flessibilità che consentisse di parlare ai diversi target.
Il nostro approccio creativo nasce da una visione chiara: rendere la cultura e la formazione accessibili, coinvolgenti e riconoscibili, anche nei contesti digitali più dinamici come i social. Per farlo, ci affidiamo a un mix di identità visiva forte, narrazione significativa e coerenza editoriale.
Puntiamo su visual semplici ma distintivi, anche a livello cromatico, su format modulabili e contenuti che sappiano informare, incuriosire o ispirare in pochi secondi – perché sappiamo che oggi l’attenzione è un bene prezioso. Abbiamo introdotto gradualmente l’utilizzo di meme, in coerenza con quanto pubblicato anche dalla pagina dell’Istituto Treccani, e altri format che hanno favorito la crescita delle nostre pagine.
Questo è stato reso possibile da qualche collaborazione di rilievo (ultima in ordine di tempo quella con Giulio Armeni della pagina Filosofia Coatta con cui Edulia ha prodotto un podcast) e da un’analisi costante delle performance sia delle campagne sia dei contenuti organici: monitoriamo i risultati, l’interazione degli utenti, le tendenze digitali e i linguaggi emergenti.
Non per inseguire mode effimere, ma per comprendere come cambia il modo in cui le persone apprendono, scoprono e condividono.
E i risultati ci stanno dando ragione, con i follower su Instagram che hanno superato i 10k utenti sui profili Edulia ed Edulia Treccani Scuola.
Innovare nella formazione significa anche cambiare linguaggio. Quali format e toni funzionano meglio oggi per parlare di sapere, crescita e orientamento?
Per i contenuti asincroni, quelli registrati, sia per la piattaforma Edulia Masterclass sia per il mondo Scuola e la formazione dei docenti è fondamentale progettare l’esperienza di apprendimento mettendo al centro modularità e flessibilità. Oggi chi comunica contenuti educativi deve confrontarsi con un pubblico sempre più esigente, abituato a esperienze digitali fluide e multicanali. Parlare di sapere e orientamento richiede format agili, visivi e narrativi, capaci di unire immediatezza e profondità, pur chiarendo che è impossibile essere esaustivi.
Funzionano i contenuti modulari, pensati per essere fruiti in momenti brevi ma densi di valore: è una tendenza che osserviamo sui social, nei podcast e nelle serie tv.
Quando proponiamo attività sincrone o in presenza, invece, quello che conta di più è il confronto, l’esperienza diretta con uno stile chiaro, diretto e relazionale. L’obiettivo è creare un rapporto di fiducia e attivare un senso di appartenenza: non stiamo solo trasmettendo contenuti, ma costruendo relazioni con le persone.
Edulia è anche una media factory: branded content, podcast, narrazioni ibride. In che modo questi strumenti stanno riscrivendo il modo di comunicare l’educazione?
Il branded content e i podcast ci permettono di raccontare la conoscenza in forme nuove, più emozionali e narrative, capaci di costruire un legame con chi ascolta, guarda o legge come raccontavo poco fa.
Questo approccio ci consente di pensare l’educazione anche come un atto creativo, capace di coinvolgere e ispirare, oltre che formare.
Grazie a questi formati, infine, coinvolgiamo esperti, nomi noti e volti conosciuti, che oltre a offrire i loro preziosi punti di vista ci aiutano ad amplificare i nostri messaggi.
Nel vostro lavoro la comunicazione non è accessoria, ma progettuale. Quanto è centrale, oggi, avere una visione di comunicazione integrata per produrre impatto reale nel settore educativo?
In un contesto frammentato e iperconnesso, la comunicazione è parte integrante del progetto educativo, non qualcosa che arriva “dopo”.
Serve a dare senso, coerenza e continuità all’esperienza formativa, e a portare contenuti e valori là dove le persone già si trovano: online, sui social, nei podcast, nei video, negli eventi.
Una visione integrata permette di connettere canali, linguaggi e pubblici diversi, mantenendo una forte identità editoriale. Ed è proprio questa coerenza che genera fiducia, memorabilità e impatto.
L’efficacia delle nostre iniziative non dipende solo dalla nostra capacità progettuale ma anche dal numero di persone che riusciamo a raggiungere e dall’impatto comunicativo del racconto: per noi di Edulia, comunicare significa amplificare il valore della formazione, creare contesti di apprendimento nuovi, intercettare nuovi fruitori ma anche realtà che intendono sostenere dei progetti e contribuire a una cultura dell’educazione più viva, inclusiva e contemporanea.