Verso VISIVA 365: Roma, dalle pagine alle piazze

Di Matteo Marini, VISIVA

« Questo terzo numero non è “uno dei tanti”. È il ponte che ci porta al Festival VISIVA 365, dedicato interamente a Roma: la città reale, quella che vive ogni giorno tra identità antiche e sfide contemporanee. »

In questo numero mettiamo a fuoco alcuni dei temi che attraverseranno il festival: cultura e convivialità, giovani e impresa, salute e benessere, turismo. Non li trattiamo come comparti ma come fili che si intrecciano nei quartieri. A Ostiense, ad esempio, Federico Massa – Iena Cruz ci mostra come un grande murale possa diventare un respiro concreto per la città, incrociando bellezza e sostenibilità. A Spinaceto, Massimo Mattei Otranto racconta trentacinque anni di comunità e formazione attorno al Teatro della Dodicesima, dove un presidio culturale diventa un quartiere che si racconta. Sul fronte salute, Giulio Notturni sposta l’attenzione dalla cura alla prevenzione e spiega perché comunicazione e politiche locali debbano partire dai territori se vogliamo incidere davvero sugli stili di vita. Qui proviamo a fare ciò che VISIVA sa fare meglio: trasformare numeri e policy in storie verificabili, mostrare l’impatto prima delle promesse, rendicontare mentre raccontiamo.

Apriamo inoltre le pagine a chi Roma la fa ogni giorno, con linguaggi e responsabilità diverse. C’è chi ha imparato a parlare al mondo partendo dai musei e oggi ragiona su community e pubblico anche fuori dai corridoi istituzionali, come Matteo Alessandrini. C’è l’energia di una generazione che innova senza chiedere permesso, con Gabriele Ferrieri e la rete dei giovani innovatori. C’è il lavoro sul posizionamento di una destinazione che non può vivere di rendita, con Ileana Linari e la prospettiva del turismo regionale. E c’è un punto di vista molto concreto sul benessere come leva produttiva e culturale, con Matteo Musa e l’esperienza Wellhub. L’obiettivo è non chiedere slogan ma esempi, metodi, metriche. Roma ha bisogno di voci che si assumano il rischio di essere utili.

Se il primo numero ha tracciato la rotta e il secondo ha allargato il campo, questo terzo numero fa una cosa semplice e ambiziosa insieme: prepara la città all’incontro. Lo farà il festival, con la redazione aperta di VisivaLab, i dialoghi pubblici, le pratiche condivise e la produzione dell’Almanacco di Roma: un archivio vivente, aggiornato anno per anno, che restituisce il ritratto della città attraverso dati, storie e immagini condivise. Ma comincia qui, tra queste pagine: rallentando quando serve, evitando le carezze di circostanza, chiedendo sempre “che cosa cambia, per chi, entro quando”.

VISIVA 365 nasce per questo: mettere in relazione chi progetta, chi decide e chi abita. Dalle pagine alle piazze, dalle idee ai fatti. Se ci riusciremo, sarà anche merito delle vostre domande, delle critiche, degli esempi che vorrete portarci. Roma infatti ha bisogno di incontri che producano conseguenze. Questo numero è l’invito. VISIVA 365 sarà il luogo. Ci vediamo lì, con le domande giuste e le mani al lavoro.




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