p. 26 – LAVORI DEL FUTURO, DUBBI DI OGGI: LA SFIDA DE “I DUBBIONAUTI”

Intervista a Ilaria Salzarulo, Innovation Manager, Consulente strategica e Fondatrice de I Dubbionauti

QUANDO LA COMUNICAZIONE ACCORCIA LE DISTANZE TRA GIOVANI E MONDO DEL LAVORO

In un tempo in cui parlare di futuro significa spesso rincorrere sigle, tendenze e algoritmi, c’è chi ha scelto di partire da una parola più antica e più umana: dubbio.

Ilaria Salzarulo, Innovation manager, Consulente strategica e imprenditrice, ha fondato I Dubbionauti – Lavori del futuro per giovani confusi per dare voce a quella parte di una generazione che si sente sommersa dalle possibilità, ma ancora priva degli strumenti per interpretarle.

Con un progetto editoriale e formativo che è anche una start-up nell’ambito dell’innovazione culturale, Salzarulo mette in dialogo scuole, imprese, università e nuove professionalità, usando il podcast e la narrazione come strumenti di orientamento attivo.

Ne parliamo con lei per capire come si può innovare davvero il racconto del lavoro, e perché la comunicazione – se fatta bene – può essere il primo passo per colmare la distanza tra possibilità e paura.

“I Dubbionauti – Lavori del futuro per giovani confusi” è un titolo diretto, provocatorio, e allo stesso tempo necessario. Com’è nato questo progetto e quale urgenza ha intercettato?

Il progetto nasce da un’urgenza reale e condivisa: quella di una generazione che fatica a orientarsi in un mondo del lavoro in trasformazione.

Negli ultimi 2 anni ho incontrato circa un migliaio di ragazzi under 25 per parlare di nuovi lavori e innovazione, e la risposta è stata straordinaria. Sono stata inondata di ringraziamenti per aver dato voce ai dubbi che avevano e risposto ad alcune loro domande ma mi sono resa conto che c’è bisogno di fare di più.

Troppo spesso i giovani vengono descritti come disinteressati, superficiali e smarriti, ma ciò che ho intercettato è qualcosa di diverso: una voglia di capire, di trovare la propria direzione, ma senza strumenti adeguati è difficile. “I Dubbionauti” nasce per questo: per accompagnare ragazze e ragazzi in un viaggio tra professioni delle quali non si parla ma quelle che tra 10 o 20 anni saranno la normalità. Scenari economici nuovi, sfide globali e scelte personali, con un tono provocatorio quanto basta per essere autentici.

Il vostro è un format innovativo, che unisce linguaggi diversi – dal podcast all’approfondimento editoriale – per parlare a una generazione spesso disorientata. Quali scelte comunicative avete ritenuto strategiche per costruire un dialogo credibile con i giovani?

Abbiamo scelto un approccio ibrido e narrativo: il podcast come canale principale, ma anche contenuti editoriali, social e interazioni dal vivo. Abbiamo impiegato molto tempo per definire l’identità del progetto proprio perché vorremmo evitare di essere l’ennesima realtà che fa formazione e/o orientamento. 

Provocatorio, autentico e riflessivo: questi sono i 3 aggettivi che ci descrivono meglio. Sarà molto divertente incrociare le voci di professionisti affermati e nuovi leader in dialogo tra loro, partendo da loro stessi e di quanto tutto è iniziato. Il lavoro è qualcosa che si costruisce, si cambia, si sceglie: riflesse come siamo ed evolve proprio come noi. 

La vostra è a tutti gli effetti una start-up nell’ambito dell’innovazione. In che modo strumenti, approccio e contenuti contribuiscono a innovare davvero il racconto del lavoro e dell’orientamento?

La parola startup è adeguata al nostro momento attuale perché siamo all’inizio di un processo innovativo che sta trovando la sua strada. L’innovazione più urgente per I Dubbionauti è prima di tutto culturale: significa superare la retorica del “o posto fisso o sei fuori” e aprire scenari concreti su nuovi modi di lavorare, formarsi e contribuire alla società. Usiamo il podcast per creare una scintilla, la tecnologia per allargare l’accesso A risorse e strumenti, e una rete di ambassador – professionisti di tutti i settori e tutte le età – per connettere mondi che spesso non si parlano abbastanza: scuola, università, impresa, terzo settore. L’obiettivo è generare un orientamento attivo, non solo informativo.

Parlare di “futuro” oggi significa anche affrontare i cambiamenti imposti dalla tecnologia: IA, competenze digitali, nuove modalità di accesso al lavoro. Come vivono i giovani che intercettate questo cambiamento? E cosa chiedono, in concreto?

I ragazzi e le ragazze oggi sono consapevoli dei cambiamenti in atto, ma spesso si sentono spettatori, non protagonisti. Chiedono chiarezza, accesso equo alle opportunità, e qualcuno che racconti loro cosa c’è davvero dietro le parole chiave come “intelligenza artificiale”, “digitale”, “nuove competenze”. Vogliono capire come si accede a quei mondi, da dove si comincia, con quali percorsi, e se c’è spazio anche per chi non ha già tutti gli strumenti. I Dubbionauti, nel suo piccolo, cerca di rispondere con esempi reali, e con una narrazione che non lasci indietro nessuno.

Se dovesse sintetizzare il ruolo della comunicazione – pubblica, istituzionale, privata – nella costruzione di una cultura del lavoro più accessibile e consapevole, cosa direbbe? Quale contributo possiamo dare, come comunicatori, per aiutare a ridurre la distanza tra possibilità e paura?

La comunicazione ha una grande responsabilità: può essere ponte o barriera, a seconda di come viene usata. Oggi più che mai, servono messaggi autentici, che non banalizzino la complessità ma che diano strumenti per affrontarla. 

Come ha evidenziato l’Oxford Dictionary con la parola brainrot l’anno scorso i nostri cervelli stanno “marcendo” nell’ingorgo di informazioni che passano sui nostri device a tutte le ore.

Come comunicatori possiamo contribuire creando spazi di confronto, valorizzando le storie vere e scardinando l’idea del successo storicamente intesa. Possiamo costruire una narrazione del lavoro che parli di possibilità, sì, ma anche di dignità, scelte consapevoli e futuro sostenibile. Per farlo, dobbiamo prima di tutto metterci in ascolto.

Parlando di oggi, a che punto siete con la progettualità e che cosa state cercando in questo momento? 

Abbiamo una visione e un’identità chiare, adesso siamo in piena campagna di fundraising su GoFundMe con l’obiettivo di raggiungere il budget necessario a partire con i primi 4 episodi, abbiamo oltre 100 amici disponibili a supportare il progetto come ambassador e nei prossimi mesi puntiamo ad entrare in relazione con aziende, istituzioni, associazioni giovanili, università, scuole superiori e realtà media per creare la nostra rete di stakeholder e far decollare il progetto. 

I primi episodi verranno registrati dopo l’estate per uscire entro la fine dell’anno. 

Nel frattempo abbiamo aperto una casella di posta alla quale potete scriverci per chiedere, offrire o suggerire che è hello@idubbionauti.com