Promuovere i micro-luoghi oltre ai circuiti tradizionali.
Di Ileana Linari, Responsabile Comunicazione Assessore al Turismo Regione Lazio
«C’è un Lazio nascosto che parla attraverso i suoi borghi e le sue tradizioni»
Quando pensiamo al Lazio, la mente corre subito a Roma, con i suoi monumenti conosciuti in tutto il mondo. Eppure, la nostra regione è molto di più: un intreccio di borghi medievali, colline coltivate, paesaggi naturali intatti e comunità che custodiscono tradizioni secolari. Lontani, a volte solo qualche manciata di chilometri, dalla frenetica vita della metropoli.
È proprio qui che la Regione Lazio sta investendo con convinzione, scegliendo di puntare sul turismo esperienziale per raccontare i suoi luoghi meno conosciuti e portarli fuori dall’ombra dei circuiti più battuti, alleggerendo oltretutto la Capitale dal fenomeno dell’overtourism.
Per questo siamo partiti dalla creazione di uno slogan che fosse più che altro una chiara indicazione programmatica: “C’è tutto un Lazio intorno”.
Attraversando la regione con una serie di incontri rivolti ad amministratori locali e operatori del settore, abbiamo intuito che il vero punto di forza oggi si chiama Turismo Esperienziale. Il che significa proporre viaggi che non siano solo visite, ma vere esperienze da vivere e da ricordare. Vedere un borgo ed entrare in contatto con la sua anima: assistere a una festa di paese, impastare il pane con chi lo prepara da generazioni, passeggiare lungo un cammino storico, ascoltare storie tramandate dagli abitanti. È questo il modo più autentico di scoprire un territorio, ed è quello che sempre più viaggiatori cercano oggi.
Comunicare questi luoghi richiede però un approccio diverso. Non bastano slogan o brochure: bisogna saper raccontare emozioni e dare spazio alle persone. La Regione Lazio lo sta facendo attraverso campagne digitali, press tour, progetti di narrazione che mostrano i borghi come scrigni di esperienze uniche. Una comunicazione che non si limita a promuovere, ma costruisce relazioni tra i territori e chi li visita.
Il risultato? I piccoli centri non vengono più percepiti come mete secondarie, ma come destinazioni di valore, capaci di offrire autenticità e qualità. E allo stesso tempo si crea un volano di sviluppo che porta lavoro, orgoglio e nuove opportunità alle comunità locali.
Non solo. Si sta lavorando per offrire al turista occasioni per recarsi in luoghi che altrimenti non avrebbe mai incontrato. Un caso di scuola è stato per noi il Rally del Lazio Cassino, un grande evento sportivo di richiamo internazionale per il quale la Regione Lazio ha chiesto che fossero previste tappe nuove, nell’area che va dal frusinate fino a ridosso della Riviera di Ulisse. Paesaggi mozzafiato attraversati dal passaggio delle auto, villaggi allestiti per ogni tappa: tutto questo ha creato un movimento inaspettato. Particolarmente apprezzate le tappe di Viticuso e Itri, nelle quali è stato registrato un considerevole aumento di presenze non solo nei giorni della manifestazione ma anche successivamente. È stato così chiaro che quella fosse la strada giusta da seguire per promuovere queste località, l’accoglienza e la oggettiva bellezza dei luoghi hanno fatto il resto.
Siamo all’inizio di un percorso che richiede un cambio di mentalità da parte di tutti e che ci porterà non solo a intercettare le richieste del turista di oggi ma anche a rendere questo comparto più competitivo. È la sfida che il Lazio ha deciso di vincere, facendo dei suoi borghi e micro-luoghi i protagonisti di un racconto tutto da scoprire.