Massimo Troisi: da attore a cinema

Come una sala cinematografica degli anni ‘30 può diventare uno spazio di aggregazione

Massimo Troisi, noto attore italiano scomparso nel 1994, dà il proprio nome al cinema situato nella zona Trastevere di Roma, al centro di numerosi dibattiti.

LA STORIA

Il Cinema Troisi è una sala cinematografica storica e un centro di aggregazione edificato nel 1933 e commissionato da Luigi Moretti, prendendo originariamente il nome di Cinema Induno. Nacque come sala conferenze, per poi diventare un cinema e acquisire il nome di Cinema Induno negli anni ’50, col soprannome di “sala popolare” dovuto al basso costo del biglietto.

Cecchi Gori rilevò la gestione del cinema nel 1997, lo ristrutturò e lo chiamò “Massimo Troisi”, in onore dell’attore deceduto pochi anni prima. Il gruppo Ferrero lo gestì dopo Gori fino al 2013, anno della chiusura. Successivamente, il 6 marzo 2015 ci fu uno sgombero, poiché il cinema era occupato e gestito senza alcuna licenza. Alla chiusura furono licenziati tutti i dipendenti. Dopo lo sgombero, Giorgio Ferrero (responsabile delle sale del gruppo Ferrero) decise di far scioperare tutti i cinema. “Vogliono requisire il mio Troisi per darlo agli ex occupanti del cinema America: ma che siamo in Russia?”: questa fu la frase detta da Massimo Ferrero, indignato dall’intera situazione.

Nell’agosto 2015 fu pubblicato il bando “Patrimonio Comune” per reperire proposte culturali. In seguito, il 13 aprile 2016, il “Piccolo America” riuscì a ottenere la gestione del cinema. Ci furono diverse problematiche, tra cui alcuni ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. Fu scoperto che la struttura non aveva alcun tipo di idoneità all’uso e certificazione, essendo stata sottoposta ad abusi edilizi dalle gestioni precedenti. Senza un processo di conformità statica, urbanistica ed edilizia, non si sarebbe mai potuto stipulare il contratto con Roma Capitale.

Il 25 gennaio, dopo la regolarizzazione della posizione urbanistica e catastale e dopo che gli abusi furono sanati, è arrivata la firma con il Campidoglio per un contratto di 12 anni in autorecupero di 2.800€ al mese (per un totale di 14.000€). L’investimento per restaurare e risanare l’edificio ha richiesto una cifra di circa un milione e cinquecentomila euro, con il Ministero della Cultura come finanziatore principale. Il 21 settembre 2021, il cinema ha finalmente riaperto dopo otto anni di chiusura; per l’inaugurazione è stato proiettato il film Palma d’Oro “Titane” di Julia Ducournau.

LE INTERVISTE DEL “PICCOLO AMERICA”

“Il Cinema Troisi sta restituendo alla sala cinematografica una missione aggregativa e sociale. Mai come in questo momento assistiamo alla necessità di creare dei luoghi che possano essere punto di riferimento per il territorio e la comunità. Parallelamente agli spettatori registrati, sono infatti ben 90.000 i giovani e meno giovani che hanno attraversato l’aula studio SIAE in un anno”, dichiara Giulia Flor Buraschi, vicepresidente del “Piccolo America”.

“Al Troisi sono diventate punto di riferimento per il pubblico le seguitissime e quasi sempre sold out rassegne del sabato e della domenica alle 11 del mattino, affiancate costantemente da una ricerca attenta di opere prime o mai distribuite e viste sul grande schermo italiano. Ciò è possibile grazie alla partecipazione e attenzione rivolta sia ai grandi che ai piccoli festival cinematografici”, aggiunge Valerio Carocci, Presidente del “Piccolo America”.

I RECENTI PROGETTI DEL TROISI

Attraverso un’aula studio che offre a 80 ragazzi la possibilità di studiare e una sala con 298 posti (più due per persone con disabilità), il Cinema Troisi è riuscito a farsi strada nel cuore di Trastevere. Tra le sue proposte cinematografiche troviamo diverse tipologie di film, come le retrospettive dedicate a Hayao Miyazaki, Federico Fellini e Christopher Nolan. Vengono proiettate in lingua originale opere che hanno partecipato ai festival di Cannes e Venezia, come “La chimera” di Alice Rohrwacher, “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli e “The voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania.

Nonostante la recente riapertura, il Troisi ha già ospitato moltissimi attori e registi del calibro di Ken Loach, Damien Chazelle, Paolo Sorrentino, JR, Willem Dafoe e Luc Besson. La sala, oltre ad essere uno spazio frequentato da molti giovani romani, offre attività dedicate ai bambini, come il “Laboratorio di origami” ispirato ai film dello Studio Ghibli o il “CineMini”, che ogni martedì alle ore 11 permette ai neo-genitori di godersi un film con i propri bebè grazie a luci soffuse e audio ridotto.

Con l’arrivo della bella stagione, il Cinema Troisi si sposta anche all’aperto con il progetto “Cinema in Piazza”, creando un clima di unione e inclusività. In sintesi, il Cinema Troisi è molto più di una semplice sala, come dimostra la vittoria del “Biglietto D’Oro” nella stagione 2022-2023: con oltre 90.000 presenze, si è classificato al primo posto tra i 713 monosala italiani.

Piccigallo, Sheta, Bisso, Olivanti, Camastra, Danieli, Manca