Oltre la cartolina: i Licei romani raccontano una città inedita

Gli studenti del Cannizzaro e dell’Aristotele diventano reporter: gli spazi della città raccontati dai loro occhi

Raccontare Roma partendo dallo sguardo di chi la vive oggi. È stata questa la sfida del Festival Visiva 365 e, quindi, la richiesta che è stata rivolta agli studenti del Liceo Scientifico Stanislao Cannizzaro e del Liceo Scientifico Aristotele, coinvolti in un progetto che ha messo al centro la città, i suoi spazi e la capacità delle giovani generazioni di interpretarli con sensibilità e spirito critico. 

Ai ragazzi e alle ragazze è stato chiesto di raccontare pezzi di Roma: luoghi simbolici, spazi quotidiani, aree in trasformazione. L’obiettivo era quello di spingerli a guardare la città con attenzione, a interrogarsi sul valore dei luoghi, sul loro passato e sul ruolo che ricoprono oggi nella vita delle persone. Un ritratto dei pregi e nei difetti della città. Roma non come cartolina statica, ma come organismo vivo, fatto di storie, contraddizioni, cambiamenti e possibilità.

Una sfida raccolta con entusiasmo e portata avanti nelle stanze del museo espositivo de La Vaccheria, dove le classi coinvolte sono state messe nelle condizioni di collaborare tra loro e formare dei gruppi. L’iniziale timidezza si è presto sciolta con il brio che solo la tenera età sa sprigionare: ed ecco che si sono magicamente messe insieme competenze, punti di vista, stili di scrittura differenti. Il risultato è stato un mescolarsi naturale e virtuoso, in cui le differenze non sono diventate un ostacolo ma una risorsa. I gruppi si sono formati e riformati, le idee hanno circolato liberamente, e ogni elaborato è diventato il frutto di un confronto reale.

I luoghi scelti dagli studenti raccontano una Roma plurale. C’è la rinascita di spazi culturali come il Cinema Troisi, esempio di come un luogo abbandonato possa trasformarsi in un punto di aggregazione per adulti e ragazzi. C’è lo sguardo su realtà contemporanee come Euroma2, interpretato non solo come centro commerciale, ma come spazio sociale. C’è l’analisi del doppio volto di Piazza Trilussa, luogo turistico e al tempo stesso punto di incontro quotidiano. Emergono poi spazi dedicati alla cultura condivisa, come la Biblioteca Joyce Lussu, e grandi simboli della città come il Circo Massimo, capace di passare dal fragore delle quadrighe al suono dei concerti. Infine, il racconto del nuovo parco d’affaccio sul Tevere restituisce l’idea di una città che prova a riconnettersi con il suo paesaggio naturale.

Ogni articolo è diverso dall’altro, ma tutti condividono una stessa energia: la voglia di capire, di raccontare, di dare un senso ai luoghi. Leggendo questi lavori emerge con forza quanto sia importante offrire ai ragazzi occasioni di espressione autentica. Quando viene data loro fiducia, sono capaci di produrre riflessioni mature, attente, spesso sorprendenti.

Ma noi abbiamo detto già abbastanza. Ora lasciamo parola – una parola più smaliziata e senz’altro azzeccata – a loro. Buona lettura.