Il corpo centrale dell’Almanacco si propone di sistematizzare la pluralità di visioni emerse durante il Festival Visiva 365. Questi pilastri costituiscono l’infrastruttura civile e progettuale su cui fondare la Roma del prossimo biennio, valorizzando le competenze e l’orgoglio romano di chi ha preso parte al dibattito.
A. La Metrica del valore sociale: oltre la narrazione
Il primo pilastro affronta la necessità improcrastinabile di oggettivare l’impatto delle politiche pubbliche e delle iniziative private. Nicolò Scarano, Head of Business Development ed External Relations di Open Impact, ha illustrato con rigore l’importanza di strumenti analitici come lo SROI per quantificare il cambiamento sociale generato. In quest’ottica, realtà come l’associazione Roma Altruista e la gelateria Zelato Società Benefit, dimostrano che il profitto e l’attivismo civico possono convergere. Come suggerito da Scarano, non è più sufficiente “raccontare il bene”; è necessario trasformare il dato in una scelta amministrativa consapevole che generi una fiducia duratura tra i cittadini e le istituzioni.
B. L’innovazione di prossimità e il Welfare rigenerativo
Il secondo filone analizza il rapporto simbiotico tra lavoro, genitorialità e sviluppo territoriale, partendo dai contributi di Valerio Antonioni, Presidente di CNA Giovani Imprenditori Roma. Antonioni ha evidenziato come l’innovazione a Roma debba passare per il sostegno ai mestieri tradizionali che sanno rinnovarsi. Un esempio concreto è il progetto Working Mom, premiato per la sua capacità di offrire soluzioni di co-working con servizi per l’infanzia. Questa visione di welfare rigenerativo mira ad abbattere la “maternity penalty”, trasformando la cura della persona in un motore di crescita economica, come testimoniato dalla caparbietà dei giovani imprenditori locali.
C. Cultura e sport come infrastrutture di cittadinanza
Il terzo pilastro ridefinisce il concetto di accessibilità universale. Titti Di Salvo, Presidente del Municipio IX Roma Eur, ha descritto la cultura di prossimità come un diritto, citando La Vaccheria come modello di spazio pubblico. Questa visione è stata arricchita da Cristiana Perrella, direttrice del Museo MACRO, che ha teorizzato il museo come “piazza aperta”, e da Ivana Della Portella, VicePresidente di Azienda Speciale PalaExpo, che ha delineato il progetto della “Città delle Arti”. Sul fronte dell’inclusione motoria e sociale, i contributi di Stefania Cardenia, Direttore Regionale Special Olympics Italia Team Lazio, Simone Menichetti, Presidente UISP Roma, e Graziana Dizonno, Vicepresidente di Calcio Sociale, hanno dimostrato come lo sport e l’uso delle jolette (progetto ASD Filippide) rendano i siti archeologici e i parchi luoghi di inclusione reale per tutti.
D. Il capitale umano: competenza, empatia e squadra
La dimensione umana del lavoro è stata il nucleo del talk sulla comunicazione. Serena Bianchini, delegata FERPI Lazio, ha ribadito che nessuna campagna di relazioni pubbliche può prescindere dal valore dell’individuo e dal “fare squadra”. Questa necessità di trasparenza è stata ripresa da Massimo Romano, CEO di Spencer & Lewis, che ha invitato a correre il “rischio creativo” di comunicare la verità. In questo contesto, l’alta formazione promossa da Umberto Croppi, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, si pone come il motore per creare le competenze necessarie a gestire la complessità culturale della Capitale nel 2026.
E. La “restanza” visionaria: Roma come scelta di campo
In controtendenza rispetto alla fuga dei talenti, Federico Lobuono, Presidente de La Giovane Roma e Premio 60 Under 30, ha acceso i riflettori sulla scelta consapevole di investire nella propria città. Insieme a lui, Gabriele Ferrieri, Presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), ha descritto Roma come un terreno fertile per la rivoluzione tecnologica e il partenariato pubblico-privato. La “restanza” è una missione politica e imprenditoriale che mira a sostenere i talenti locali affinché possano finalmente contribuire alla modernizzazione della macchina produttiva e amministrativa romana con l’orgoglio di chi appartiene a questo territorio.
F. La sostenibilità del tempo e la cura del progetto
L’ultimo filone narrativo propone un cambio di paradigma basato sulla cura. Lo chef Matteo Faenza, proprietario di Mogano e vincitore di Emergente Chef 2025, ha introdotto il concetto di “pazienza attiva”, sottolineando che per i progetti di grande impatto il tempo è un alleato prezioso. Questa cura si riflette nelle azioni di rigenerazione urbana di Retake Roma, impegnata nell’inserimento lavorativo di persone fragili, e di MU.RO, che trasforma i muri anonimi in narrazioni pubbliche. Infine, il contributo di realtà come Ars Mundi APS, FreeWings Benefit e Psicologi in Ascolto completa questo quadro di una Roma che sceglie di prendersi cura di ogni suo componente, garantendo una crescita armoniosa e duratura.